La Prima Guerra Mondiale
NICOLA II DI RUSSIA
Di carattere mite ed influenzabile, Nicola II di Russia non si dimostrò capace di sostenere una politica repressiva simile a quella messa in atto dal padre il padre. Il suo desiderio probabilmente era poter divenire un vero “padre del popolo”, titolo che usavano assumere gli Zar al potere, ma si rivelò del tutto incapace di tale compito.
Sotto l’impulso del conte Plehve, ministro dell’Interno, condannò le assemblee provinciali aperte al popolo, i cosiddetti Zemstvo, ed ordinò una “russificazione” delle province, in particolare di Polonia, Caucaso e Finlandia.
Nei primi anni del suo regno, la Russia conobbe un buon sviluppo economico, nonostante la tardiva espansione dell’industria. Tuttavia, con la sconfitta subita dal Giappone (1904-1905), la situazione degenerò.
In seguito alla “Domenica di Sangue”, il 22 gennaio del 1905, sfilò per le strade di Pietrogrado una manifestazione di protesta, da parte di operai e contadini guidati da Pope Gapon. Il fine ultimo era marciare verso il Palazzo d’Inverno per chiedere allo Zar nuove riforme.
La manifestazione fu repressa nel sangue dall’esercito: persero la vita oltre 100 persone e ne vennero ferite altre 1000. L’episodio segnò definitivamente la fine della popolarità dello Zar Nicola II di Russia, a cui seguirono numerose rivolte, di cui si ricordano le celebri sommosse a Varsavia, Riga e, soprattutto, il famoso ammutinamento della corazzata Potionky.
In seguito ad uno sciopero generale, della durata di 10 giorni, lo Zar Nicola II di Russia fu costretto a concedere alcune libertà, tra cui la creazione di un Parlamento, la Duma, concessa il 17 ottobre 1905 ed eletta a suffragio universale.
Il 27 aprile 1906 fu emessa la Legge fondamentale dello Stato. Si trattava di una sorta di costituzione che trasformava la Russia in monarchia costituzionale.
Veniva confermata la concessione della Duma ed istituita la figura del Primo Ministro.
Dopo breve tempo, però, poiché la Duma e lo Zar erano costantemente in disaccordo, questi mutò la legge elettorale, concedendo il diritto di voto esclusivamente alle classi più facoltose.
Di conseguenza, la Duma non ebbe mai un potere effettivo. Si susseguirono 4 differenti Dume.
- 1a Duma (1905-1906): sciolta dopo pochi mesi poiché in contrasto con lo Zar.
- 2a Duma (1906-1907): formata da un numero più alto di deputati, sciolta dopo breve tempo perché in contrasto con il governo.
- 3a Duma (1907-1913): l’unica a non essere sciolta. Fu in tale occasione che i bolscevichi entrarono per la prima volta in Parlamento.
- 4a Duma (1913-1917): sciolta a causa della Rivoluzione di Febbraio.




