La Prima Guerra Mondiale
ERICH LUDENDORFF
Erich Ludendorff, famoso Generale prussiano, passò alla storia soprattutto per la grande audacia che lo contraddistingueva.
Durante l’inizio della Prima Guerra Mondiale, Erich Ludendorff si distinse per la spregiudicatezza con cui metteva in pratica tattiche e strategie d’avanguardia.
In Belgio riuscì a penetrare nella zona fortificata di Liegi, anche se non riuscì a passare, impegnando talmente a fondo i Belgi che essi concentrarono in quel punto tutte le proprie forze, lasciando aperta la via di Bruxelles alle truppe del Kaiser.
La Germania intraprese un’imponente campagna stampa sulla vittoria. I tedeschi, che nutrivano un forte bisogno di avere personaggi solidi in cui credere, videìro ben presto nella figura di Erich Ludendorff un vero e proprio mito.
Nell’autunno del 1914, il Maresciallo Hindenburg nominò Erich Ludendorff Capo di Stato Maggiore sul Fronte Orientale.
L’ottava armata disponeva solo di 6 divisioni, ma Ludendorff riuscì comunque a cogliere l’occasione propizia per attaccare le linee russe. Suggerì ad Hindenburg una mossa assolutamente audace: sguarnire temporaneamente parte del fronte, per concentrare le forze a disposizione in un tempestivo attacco contro l’armata di Samsonov.
Ottenuta una temporanea superiorità numerica, la Germania attaccò il nemico a Tannenberg, mettendo fuori combattimento un esercito di oltre 250.000 uomini.
Nel 1915, Ludendorff sferrò un nuovo attacco nella zona dei Laghi Masuri, conseguendo un successo strepitoso.
Nel 1917 venne promosso Capo di Stato Maggiore Generale, mentre Hindenburg divenne Comandante in Capo dell’esercito.
Venuto a conoscienza della grave situazione dell’impero austro-ungarico, approfittò della crisi bellica, per liberarsi della dominazione austriaca. Inviò quindi sul fronte un corpo di spedizione, scegliendo il punto più debole dello schieramento italiano: Caporetto.
Avvalendosi di una strategia bellica d’avanguardia e di ufficiali audaci come Rommel, riuscì a conseguire l’ennesima vittoria.
Al finire della Grande Guerra, conclusa con la sconfitta della Germania e la fuga di Guglielmo II, Erich Ludendorff rientrò in patria come un eroe ma, in seguito alla proclamazione della Repubblica, ridotto ormai ai margini della vita politica.




