La Prima Guerra Mondiale

BENITO MUSSOLINI

Benito Mussolini era figlio di un fabbro ferraio e di una maestra di scuole elementari. Fu chiamato “Benito” dal padre che, essendo socialista dell’estrema ala anarchica, decise di dargli questo nome in onore del rivoluzionario messicano Benito Juarez.

Dal 1892 al 1893, studiò nel collegio salesiano di Faenza ed, in seguito, nel Carducci di Forlimpopoli, vicino a Forlì, conseguendo il diploma di maestro elementare nel 1901.

Nel 1900 si iscrisse al Partito Socialista Italiano, mostrando da subito un acceso interesse per la politica attiva.

Emigrato in Svizzera nel 1902 al fine di evitare l'obbligo militare, entrò in contatto con Giacinto Serrati ed Alexei Balabanov.

Dimostrò un grande interesse per Karl Marx, Pierre-Joseph Proudhon, Georges Eugène Sorel, Auguste Blanqui, Friedrich Nietzsche e Vilfredo Pareto.

Il suo esasperato attivismo anticlericale e antimilitarista gli causò più volte l'espulsione da un cantone all’altro finché, nel 1904, approfittò di un’amnistia per tornare in Italia, dove compì il servizio militare nel reggimento bersaglieri di stanza, a Verona.

Dopo essere stato imprigionato per 12 giorni con l'accusa di aver capeggiato uno sciopero di braccianti, nel 1909 divenne Segretario della Camera del Lavoro di Trento e diresse il quotidiano “L’avvenire del lavoratore”.

Contemporaneamente, gli venne affidata la direzione del nuovo settimanale “Lotta di classe”.

Nei tre anni in cui conservò tali incarichi, Benito Mussolini dette al socialismo un’impronta precisa, basata su istanze rivoluzionarie e volontaristiche, lontane dal positivismo del marxismo.

Tornato a Forlì, si unì senza vincoli matrimoniali né civili o religiosi con Rachele Guidi che, nel 1910, diede alla luce la loro prima figlia, Edda. Negli anni che seguirono nacquero anche Vittorio (1916), Bruno (1918), Romano (1927) ed Anna Maria (1929).

Nel 1915 si celebrò il matrimonio civile e, dieci anni dopo, quello religioso.

Da Ida Dalser ebbe Benito Albino.

Dopo il congresso socialista di Milano del 1910, che vide ancora trionfare i riformisti, Benito Mussolini scosse la minoranza massimalista, provocando l’uscita dal PSI della federazione socialista di Forlì forlivese, ma nessun altro lo seguì nell’iniziativa.

La guerra di Libia mutò i rapporti di forza tra le correnti del socialismo italiano. Mussolini venne indicato come l’uomo più adatto ad impersonare il rinnovamento ideale e politico del partito.

Assunta la direzione dell’ “Avanti” nel 1912, Benito Mussolini fu eletto portavoce di ogni insoddisfazione e frustrazione della società, ormai caduta in una profonda crisi sia a livello economico che idealistico, con esplosioni insurrezionali che culminarono nella “Settimana Rossa” del giugno 1914.


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