La Prima Guerra Mondiale

L'ITALIA NEL DOPOGUERRA

In Italia il dopoguerra fu segnato dall’avvento del fascismo. Furono anni segnati da una profonda crisi sociale ed economica.
Il Governo Nitti, stretto tra l’opposizione della Destra e della Sinistra, si dimostrò incapace di risolvere la questione di Fiume, che era stata occupata da Gabriele D’Annunzio Annunzio nel 1919. Nitti diede le proprie dimissioni.
Giolitti risolse il problema fiumano, con il Trattato di Rapallo del 1920, ma la sua neutralità nei confronti dei socialisti e dei fascisti ebbe come unica conseguenza l’incoraggiamento di manifestazioni violenze.
In Italia il dopoguerra fu segnato dall'ascesa al potere di Mussolini, capo del partito Fascista, che approfittò della crisi, conquistando il potere con un colpo di mano, attraverso la famosa Marcia su Roma, nel 1922.
Nel 1924, l’assassinio del deputato socialista Matteotti fece vacillare governo fascista. Mussolini, nonostante tutto, riuscì comunque a mantenere il potere e ad instaurare la dittatura, abolendo ogni libertà costituzionale.